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Le manifestazioni di Strassoldo ed i loro effetti sul territorio

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Come in molti castelli italiani ed europei, nei castelli di Strassoldo si svolgono da molti anni iniziative volte alla salvaguardia degli immobili e dei parchi. Queste attività portano notevoli effetti positivi sul turismo e l’economia di tutto il territorio che circondano i manieri.

Grazie a pubbliche relazioni costanti e mirate svolte dalla proprietà dei suddetti castelli, negli ultimi 20 anni i mass media nazionali e stranieri hanno dedicato molto spazio alle iniziative di Strassoldo, al loro territorio ed anche a molti altri castelli. Come conseguenza, solo nel piccolo borgo medievale di Strassoldo, è stato registrato un afflusso di circa 35.000 visitatori selezionati e rispettosi nell’arco di ogni anno. Interessante aggiungere che gran parte di questi turisti non nemmeno entrati nei castelli e si sono limitati a visitarne le aree esterne, fermandosi poi nei tanti esercizi pubblici locali ed usufruendo di vari servizi del territorio.

Quanto sopra fa comprendere quanto sia importante appoggiare, o almeno non ostacolare, coloro che valorizzano in modo corretto i beni storici, facendo sistema, soprattutto in un momento in cui l’economia langue. E’ una questione di buonsenso, a maggior ragione se i valorizzatori non chiedono nemmeno aiuti pubblici, che vengono, invece, distribuiti a pioggia a soggetti che speculano sul patrimonio storico, senza avere l’obbligo di mantenerlo.

I detentori a qualsiasi titolo di questi “pozzi di San Patrizio” immobiliari, si trovano invece a cozzare contro ostacoli ideologici, amministrativi e fiscali di ogni genere. A peggiorare notevolmente la situazione, i nuovi provvedimenti di legge e le ulteriori tasse si sommano ai pesanti vincoli ed agli obblighi di conservazione, rendendo quasi impossibile il già gravoso compito di mantenere molte di queste realtà storiche.

Per dare linfa alla valorizzazione del patrimonio storico occorre rimuovere i gangli che strozzano gli sforzi di tanti soggetti privati e pubblici. Altrimenti, una domanda sorge spontanea: se queste iniziative private dovessero scomparire e i beni dovessero essere abbandonati, lo Stato sarebbe in grado di sostituirsi ai soggetti privati, ottenendo gli stessi risultati positivi? Considerando le condizioni di abbandono in cui versano tanti siti e monumenti storici pubblici, pare proprio di no.

Eppure, sono molte le voci autorevoli che si alzano a sostegno dell’importanza della valorizzazione del nostro patrimonio storico e di fare sistema. La dott. Anna Maria Buzzi, direttrice generale del Ministeri dei Beni e Attività Culturali, ha di recente detto “E’ fondamentale valorizzare i nostri beni culturali e fare sistema per promuovere l’Italia all’estero, Italia che ha la massima concentrazione al mondo di beni culturali ma che, negli ultimi anni, è scesa, come numero di turisti, al quinto posto, dopo la Cina. Dobbiamo recuperare posizioni e per farlo è necessaria la collaborazione di tutte le realtà attive sul territorio” … Noi (i proprietari, custodi temporanei, dei castelli di Strassoldo) e tanti altri, stiamo facendo sistema da molti anni, con risultati eccellenti, ma nonostante questo ci sentiamo ancora come dei “don Chisciotte della Mancia” costretti a combattere contro ogni tipo di ostacoli