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IL CASTELLO e il suo BORGO VECCHIO

Nel 2019, il piccolo villaggio di Strassoldo, con i suoi tre antichi borghi (Borgo Vecchio, Borgo Nuovo e Borgo Viola), Villa Vitas e il Mulino del Bosco, è entrato a fare parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

I castelli gemelli di Strassoldo di Sopra e di Strassoldo di Sotto

Inizialmente, esisteva un solo maniero in questo sito, detto “dalle due torri”. Il Castello di Strassoldo originario fu edificato più di mille anni fa lungo l’antica via Julia Augusta, la strada romana che da Aquileia portava al Norico. Diversi secoli più tardi sorsero due castelli separati, ognuno attorno a una delle torri originarie, delle quali esiste ancora una, incorporata nel palazzo centrale del castello di Sopra. 

Ognuno dei complessi castellani è composto da un corpo principale, circondato dal proprio borgo formato da case un tempo ad uso amministrativo e agricolo e da un parco secolare di risorgiva.

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Il villaggio si è sviluppato nei secoli all’esterno dalle mura castrensi. I due castelli erano circondati da una doppia cinta muraria con diverse porte. Oggi, rimangono alcune parti delle mura esterne, in corrispondenza con la Porta Cisis che introduce al complesso del Castello di Sotto e con Porta Cistigna, il grande arco che introduce nel complesso del Castello di Sopra. Esiste anche una parte delle mura interne e precisamente il Gironutto e la Pusterla del Castello di Sotto. Il resto delle mura interne, dopo le varie distruzioni, è stato utilizzato come fondamenta per diversi edifici, come quelli che sono posti dietro alla chiesa di San Nicolò, ovvero la ex scuderie, casa degli artigiani e Cancelleria. 

Gli Strassoldo, si divisero, quindi, in “quelli di Sopra” ed “quelli di Sotto” e furono una delle prime famiglie di feudatari liberi, che si stanziarono in questa area prima del 1077, anno della formalizzazione del potere temporale del Patriarcato di Aquileia. Gli Strassoldo difendevano questo territorio per conto degli imperatori sassoni, dai quali ebbero in pagamento dei feudi. 

I manieri furono oggetto di complesse vicende politico-militari.

Nel 1381 furono gravemente danneggiati dalle milizie del Patriarca d’Aquileia, Filippo d’Alençon; nel 1499 furono sfiorati dalle scorrerie turche, per resistere alle quali l’insieme fu ulteriormente munito di mura e torri. In seguito furono rovinati dalle armate imperiali nel 1509, quando vennero assaliti dalle truppe appartenenti alla Lega di Cambrai, stretta tra imperiali e papato contro la repubblica di Venezia. 

Verso la metà del Settecento entrambi i castelli di Strassoldo subirono importanti restauri e rimaneggiamenti, ad opera dei fratelli Nicolò (per i castello di Sotto) e Giuseppe (per il castello di Sopra), configurandosi come attualmente si può apprezzare: suggestivo esempio di complesso fortificato trasformato in due residenze signorili, ricche di ricordi e immerse nella pace di parchi secolari, lambiti da due fiumi di risorgiva. 

SVILUPPO ESTERNO DEL CASTELLO DI SOPRA

Il Castello di Strassoldo di Sopra e il suo Borgo Vecchio si svilupparono attorno all’antica torre ottoniana. 

Il Complesso del castello di Sopra inizia con il grande arco dell’antica Porta Cistigna, posta sulle mura esterne che immette nella via in acciottolato del Borgo Vecchio. Sulla sinistra, si erge un muro medievale che delimita un pratone destinato a parcheggio e sulla sinistra si trovano una serie di antichi edifici in pietra che formano un insieme lineare. Quelli più bassi erano utilizzati come Case degli Armigeri, mentre quello più alto era la Vicinìa, antico centro amministrativo e per un certo periodo anche un tribunale per le cause minori.

Procedendo verso sud si arriva al Coretto, un arco basso di passaggio con finestre, che congiunge il palazzo principale del castello alla chiesa di S. Nicolò. Quest’ultima era la chiesa gentilizia del maniero di Sopra. Siccome alla fine del Settecento la chiesa originaria del paese (Santa Maria in Vineis) era diventata troppo piccola per la popolazione, gli avi dell’attuale proprietaria ingrandirono la propria cappella, cambiando la direzione dell’abside, arricchendola e mettendola a disposizione del paese, donando contestualmente 60 campi e la casa delle vedove, che divenne la canonica. La proprietà è passata alla chiesa appena nel 1938.

Il coretto immette sulla piazza del castello, dove la chiesa di San Nicolò (opportunamente girata in occasione del grande restauro del Settecento) è posta di fronte alla facciata del corpo principale del castello. La piazza del castello è abbellita da un’area di ghiaia, un parterre di bossi, edere e prato, una serie di colonnine di pietra, dei grandi vasi in cotto pieni di fiori, un selciato di pietra antica e delle belle panchine in pietra bianca.

Il corpo principale si appoggia alla torre ottoniana, che fu abbassata di due piani per ragioni statiche alla metà dell’Ottocento, a seguito di un forte terremoto con epicentro a Lubiana, i cui effetti si fecero sentire anche a Strassoldo.

Sul retro del corpo principale si estende il parco del castello.

Sul retro della chiesa di San Nicolò sono posti a semicerchio, sui resti del muro di cinta interno del castello, si trovano gli edifici utilizzati un tempo come Scuderie, Casa degli artigiani, Granai e Cancelleria. Sul retro della cancelleria si estende fino al fiume Taglio l’ampia area verde del Brolo (antico orto e frutteto), oggi trasformato in suggestivo giardino, circondato dalle acque, con bella fontana circolare in pietra, un jardin verger, rose di varie specie, arbusti e alberi e degli scalini che portano nell’acqua.

Procedendo ulteriormente verso sud, si arriva alla Pileria del riso e, subito dopo, al ponticello del canale della Pileria, che immette nell’area del castello di Sotto, la cui conformazione assomiglia a quella del castello di Sopra, in quanto è formato da un corpo principale dietro al quale si estende un ampio parco e la campagna e da case che un tempo servivano per usi agricoli e amministrativi. I due castelli appartengono sempre alla famiglia di Strassoldo-Graffemberg, anche se la parentela tra gli attuali proprietari è ormai lontana.

SVILUPPO INTERNO DEL CASTELLO DI SOPRA:

Il palazzo principale del Castello di Sopra è composto da numerosi saloni ricchi di memorie familiari, proprio perché qui la storia non si è mai interrotta.

Al pianoterra troviamo la tipica cucina friulana, con pavimento a scacchi, sparherd, forno per il pane, affumicatoio e lavandino in pietra. A fianco, la sala d’ingresso, che si affaccia sulla vasta terrazza del giardino e sul salottino del viceré. Più avanti la sala della guardia e la cantina a volta ricavata situata al pianoterra della torre.

Per accedere al piano nobile, si percorre un solenne scalone in pietra per trovare da un lato il Salone degli Imperatori, chiamato così per le tele con ritratti d’imperatori romani che abbelliscono le pareti e dall’altro la Sala dello Stemma, la Sala della Stufa e la Sala del Governatore.

Arredati elegantemente e riscaldati tramite camini e antiche stufe, gli ambienti sono decisamente suggestivi, con preziosi pavimenti e soffitti lignei e pareti, in parte affrescate, impreziosite da antiche tele, fra cui un grande albero genealogico della famiglia. Da recenti indagini risulta che tutte le pareti del piano nobile riportano affreschi Seicenteschi, conservati sotto strati di pittura Ottocentesca e Novecentesca.

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