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IL PARCO

Il parco del Castello di Strassoldo di Sopra

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Il castello è immerso in un parco secolare, lambito da corsi d’acqua di risorgiva.

L’acqua che ai piedi dei monti s’inabissa profondamente e percorre decine di chilometri nel sottosuolo, trova in questo luogo un muro impermeabile di limi che la blocca e la spinge in superficie con una certa forza.

Quest’acqua è eccellente ed incontaminata, per cui a Strassoldo non esiste l’acquedotto.

IMG_1535Il parco del Castello di Sopra è circondato da corsi d’acqua cristallina ed ha diversi pozzi.

IMG_1542 - CopiaL’impianto è della fine del Seicento, come quello del gemello Castello di Sotto. In quest’epoca venne meno la funzione difensiva del complesso e furono bonificate le paludi circostanti.

2000-01-01 00.00.14ResizeI fratelli Giuseppe e Nicolò Francesco di Strassoldo fecero poi grandi lavori di ampliamento degli edifici e di sistemazione dei parchi. ParkFluss RosesOrangerie

Giuseppe (1700-1783) si occupò del castello superiore, dedicandosi alle strutture murarie e all’impostazione dei giardini nell’intento di far assumere al complesso l’aspetto aggraziato della tipica dimora signorile del ‘700.

All’inizio il parco era di tipo formale, secondo la moda e i gusti dell’epoca.

L’antica impostazione tardo barocca si riconosce nella grande orangérie.

Nel corso degli anni e soprattutto delle due guerre mondiali, il parco ha subito grandi trasformazioni.

All’inizio dell’Ottocento prevalse l’impostazione paesaggistica, che necessitava di minore manutenzione, ma gli alti carpini bianchi e tassi, un tempo tenuti a siepe, assieme ai  pozzi ed all’orangèrie richiamano l’antico impianto.

L’albero più antico è l’imponente Magnolia grandiflora (circa 300 anni), accompagnato da molti aceri campestri, querce, lagerstroemie, tigli, ippocastani, carpini e tassi.

Le aiuole abbondano di rose inglesi ed antiche, hydrangee e salvie di varie specie, ellebori, piante particolari e rare, curate personalmente dalla proprietaria, che ha trovato il parco in pessimo stato e lo ha restaurato, conferendovi un flair tutto inglese.

Di più recente collocazione sono i liquidambar, i liriodentron e le palme che formano un grazioso gazebo, circondato da decine di specie di ellebori, clematis e solanum.

Il parco prosegue con il giardino posto dietro alla Cancelleria, situato al confluire del fiume Taglio con il canale scavato per azionare la ruota della pileria del riso, che divide i due castelli. Si tratta dell’antico brolo, che ospitava piante da frutto e verdura, con vialetti centrali, trasversali e perimetrali; oggi conserva ancora la fontana circolare seicentesca con anello in pietra.